Il villaggio capovolto. Il progetto di noa per una nuova zona benessere dell’hotel Hubertus

Lo studio di architettura noa* network of architecture è tornato a Valdaora, all’Hubertus, l’hotel “così vicino al cielo” per il quale lo studio di architettura aveva realizzato l’iconica piscina a sbalzo pensata come masso erratico incagliato fra terra e cielo.

La nuova realizzazione, denominata “Hub of huts” è ancora una piattaforma sospesa nata dalla richiesta della famiglia Gasser, proprietaria dell’hotel, che voleva creare un ampliamento dedicato al benessere. Un compito non facile, il rapportarsi ad un edificio che aveva già trovato nella piscina il proprio simbolo, eppure è stata proprio quest’ultima a fornire l’ispirazione per il nuovo progetto. In una fase di ricerca iniziale, il team di architetti ha studiato la nuova situazione di partenza, captando l’atmosfera dell’edificio nel suo contesto. Dall’osservazione del paesaggio circostante riflesso nelle acque della piscina ha preso vita l’idea compositiva: materializzare ciò che si vede specchiato sulla superficie dell’acqua, come se l’immagine fosse una rappresentazione fugace pronta ad essere convertita in realtà. È un concept che gioca con la linea dell’orizzonte, con il concetto di dritto e capovolto, con i punti di vista.

La nuova costruzione si colloca sul lato sud-est di facciata, in una posizione speculare rispetto alla piscina. Come questa, anch’essa si stacca dal corpo principale della struttura: si tratta infatti di una piattaforma a sbalzo, sospesa di 15m rispetto al livello del terreno e sorretta da due pilastri rivestiti in tronchi di larice, analoghi a quelli che ritmano il prospetto retrostante. È raggiungibile attraverso una passerella sospesa, che funge anche da collegamento con la retrostante area relax di nuova costruzione, un parallelepipedo vetrato che accoglie fino a 27 persone. Sulla piattaforma, singole microstrutture dal tetto a capanna ospitano il programma funzionale su due livelli. Elemento di sorpresa è il livello inferiore della piattaforma, dove l’orizzonte subisce una rotazione di 180° e le capanne sembrano ancorate a testa in giù.I due livelli si caratterizzano per un diverso trattamento delle schermature, con spazi esposti sopra e protetti sotto.

Al piano superiore si trovano due vasche idromassaggio, due docce panoramiche e uno spogliatoio. Il piano inferiore è un’area textile free: la parte centrale, al chiuso, ospita il foyer. Da qui si accede alla soft sauna, alla sauna finlandese, a una cabina doccia, alla doccia di nebbia gelata e a una terza piscina all’aperto, da dove lo sguardo può spaziare su tutto il paesaggio circostante.
La decisione di lavorare con i tetti a doppia falda rovesciati è una scelta motivata da ragioni formali e funzionali: da una parte, il desiderio di riproporre l’architettura di un villaggio montano, dall’altra, l’esigenza pratica di allocare nel tetto capovolto l’impianto di depurazione dell’acqua nel caso della piscina, e le gradinate dove sedersi nel caso della sauna. Inoltre, lo sfalsamento delle capanne e l’orientamento alternato dei colmi permettono una vista a 360° sul paesaggio.

Colori e materiali si armonizzano con il paesaggio montano: pannelli in alluminio dalle tonalità brune naturali rivestono le singole cabine così come lo spessore del solaio, formato da una struttura di travi portanti in acciaio. Anche le lamelle che schermano le vetrate sono dello stesso materiale e tinta. I pavimenti sono in ceramica beige chiaro, mentre nella sala relax il pavimento è in legno di rovere oliato bianco.



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