Bepi Povia per Masseria AuraTerrae: ospitalità sostenibile e immersiva

La realizzazione del recupero conservativo della Masseria AuraTerrae, firmato dall’interior e garden designer Bepi Povia, è un esempio virtuoso di sostenibilità ambientale, sociale e culturale. Da torre fortificata a luogo di sosta per i viandanti, da luogo di preghiera e coltivazione per i monaci a dimora agricola ha sempre rappresentato un rifugio sicuro e oggi è un hotel a cinque stelle che offre ai propri ospiti un’esperienza immersiva nelle bellezze delle campagne di Polignano a Mare in Puglia.

Attraverso l’impiego di materiali locali e tecniche costruttive tradizionali, l’intervento ha ridotto l’impatto ecologico e valorizzato il territorio. A queste scelte si affiancano soluzioni innovative come sistemi per il riuso delle acque piovane, energie rinnovabili e gestione dei rifiuti organici. Il progetto si ispira alla filosofia progettuale “Roots” sviluppata dallo stesso Povia che pone al centro l’integrazione delle conoscenze del luogo, l’utilizzo di materiali locali e il recupero delle tecniche costruttive tradizionali. Un approccio che non solo salvaguarda il patrimonio culturale, ma promuove un’architettura sostenibile, armonica con il contesto naturale e storico, e capace di coinvolgere attivamente le comunità locali.

L’intervento ha restituito alla struttura la sua originaria bellezza, preservandone l’identità storica e rispettando pienamente l’ambiente circostante. AuraTerrae è anche memoria e identità: ogni spazio, dalla chiesa agli orti, è stato recuperato con rispetto, preservando elementi storici originali, anche laddove non più funzionali.

Quando si parla di progetti per l’ospitalità di lusso, la sfida odierna è proprio questa: offrire un’esperienza immersiva, trasformando gli spazi in luoghi che raccontano una storia e coinvolgono i sensi. Ed è quello che accade in AuraTerrae: qui, gli ospiti hanno l’opportunità di vivere appieno la cultura pugliese attraverso il design e l’ambiente che li accoglie, in modo autentico e coinvolgente” – Bepi Povia.