Educazione e movimento. Tre scuole che fanno spazio allo sport e alla comunità

Negli anni più recenti l’architettura scolastica si è evoluta profondamente: la scuola non è più solo il luogo dove si svolgono le lezioni, ma diventa sia l’espressione sia il motore in grado di influenzare i metodi di insegnamento e di veicolare i valori condivisi da una comunità. Sulla base di questa nuova concezione, gli spazi per lo sport e per attività culturali che vadano oltre la pura programmazione scolastica diventano il cuore della vita sociale della scuola e a volte anche dell’intera comunità, luoghi dove si lavora per la formazione e la costruzione del benessere delle persone. Qui si impara a stare insieme, a sentirsi parte di un gruppo e a crescere in equilibrio tra mente, corpo e spirito. Attraverso tre esempi internazionali, vedremo come l’architettura
si può adattare a contesti diversi per favorire inclusione e socialità: dal rinnovamento di un campus storico in Canada, alla trasformazione di un’area industriale abbandonata in Cina, fino alla creazione di un nuovo spazio civico che diventa punto di riferimento per una città della Finlandia.

 

Il Collège Notre-Dame di Montreal, in Canada, è una scuola fondata nel 1869 che ha deciso di rafforzare la propria missione educativa, “formare la mente, il cuore e il corpo”, costruendo un nuovo centro sportivo e culturale progettato dallo studio ACDF Architecture.

La scelta più importante è stata quella di collocare il nuovo edificio proprio al centro del campus, dove si incrociano tutti i percorsi principali. In questo modo, le attività sportive e culturali diventano parte della vita quotidiana della scuola, visibili e accessibili a tutti. Il terreno in pendenza ha offerto un’opportunità interessante: la parte inferiore dell’edificio è stata parzialmente interrata, ospitando palestre e spogliatoi. Questa soluzione ha permesso di ridurre l’impatto visivo della costruzione e di mantenere l’armonia con il contesto storico del Mont-Royal, una zona protetta di grande valore paesaggistico.

L’architettura del complesso è basata sul contrasto tra due linguaggi diversi. La parte superiore è un volume compatto e regolare, rivestito da pannelli di alluminio antracite, che trasmette solidità e ordine. Il livello inferiore è invece più leggero e aperto: grandi superfici vetrate e linee curve creano un dialogo continuo con l’esterno e permettono alla luce naturale di entrare liberamente. All’interno, una pista di atletica circolare abbraccia l’intero edificio, favorendo il movimento e l’incontro tra studenti.

Le sale polifunzionali ospitano varie attività – danza, teatro e scherma – incoraggiando la collaborazione e la scoperta di nuove passioni. I materiali scelti – come la pietra naturale del basamento – creano un legame visivo e tattile con gli edifici più antichi del campus, mentre il tetto verde si integra con il paesaggio, offrendo un ulteriore spazio di benessere e contatto con la natura. Come spiega l’architetto Maxime-Alexis Frappier, il progetto mostra come l’architettura possa essere più di una semplice costruzione: diventa un mezzo per trasmettere valori, favorire l’inclusione e la solidarietà e ispirare gli studenti, diventando una parte attiva del loro percorso di crescita.

Luogo: Montreal, Quebec, Canada
Committente: Collège Notre-Dame
Superficie: 1.825 m2
Completamento: 2023
Architetto: ACDF Architecture
Progettazione paesaggistica: Version Paysage
Fotografie: Adrien Williams, courtesy ACDF Architecture

 

A Shenzhen, in Cina, lo studio Efficiency Lab for Architecture ha trasformato una ex struttura industriale nella Avenues Shenzhen Primary School, esempio concreto di come sia possibile rigenerare gli spazi evitando di demolirli. Questo approccio segue una nuova visione promossa dal governo cinese, che punta al recupero e alla sostenibilità, mostrando quanto il riuso adattivo possa rivelarsi una strategia efficace. L’idea alla base del progetto è quella delle connessioni: non solo all’interno della scuola, ma anche tra gli edifici e la città.

La scuola è infatti parte di un progetto a scala più ampia che unisce diversi magazzini ristrutturati tramite passerelle sopraelevate. In questo modo, un’area industriale abbandonata si trasforma in un moderno campus urbano, aperto, verde e adatto alle nuove metodologie di apprendimento. L’intervento più significativo riguarda la facciata dell’edificio preesistente che è stata ridisegnata per far entrare la luce naturale, rendendo gli spazi interni più luminosi e accoglienti.

L’ex parcheggio centrale è diventato un parco giochi, sulla copertura sono state create aree gioco e una pista da corsa circonda tutto l’edificio, incoraggiando il movimento e la vita all’aria aperta. Una grande parete verde e una tensostruttura ombreggiante creano un ambiente che mette in contatto diretto con la natura. Secondo gli architetti, questo non serve solo a rendere bello lo spazio, ma anche a stimolare empatia verso l’ambiente, aiutando
i bambini a sviluppare sensibilità ecologica e rispetto per il mondo naturale.

All’interno, gli ambienti sono pensati per favorire l’interazione e la curiosità: una parete da arrampicata diventa il punto centrale, mentre scaffali, zone dedicate alla lettura e al relax e materiali caldi come il legno rendono lo spazio accogliente e stimolante. Come spiegato dall’architetto Aybars Asci, l’obiettivo di questo progetto è stato soprattutto quello di dare vita a spazi che invitano alla scoperta, dove i bambini possano esplorare liberamente e imparare in modo spontaneo. In questo senso, l’architettura stessa diventa uno strumento educativo, capace di insegnare attraverso l’esperienza diretta e la curiosità.

Luogo: Shenzhen, Guangdong, Cina
Superficie lorda: 7.618 m2
Area masterplan del campus: 27.871 m2
Completamento: 2022
Architetto: Efficiency Lab for Architecture
Architetto locale: CCDI
Progettazione paesaggistica: WAY Design
Fotografie: ZC Architectural Photography Studio, courtesy Efficiency Lab for Architecture

 

Dalla trasformazione di un’area industriale a Shenzhen passiamo in Finlandia, dove l’architettura ha un ruolo ancora più ampio: creare un centro civico per l’intera città. Il Kari Campus di Rauma, progettato da Verstas Architects, è un grande complesso che unisce in un unico luogo istruzione, sport e cultura: ci sono una scuola, una scuola d’arte, un istituto per la formazione degli adulti, una piscina, un palazzetto dello sport, un centro musicale e uno giovanile. L’idea è creare sinergia tra le diverse funzioni e dare vita a un vero e proprio “cuore civico” urbano.

Nonostante la sua estensione, il progetto si integra con equilibrio nel centro storico di Rauma, patrimonio Unesco, utilizzando volumi contenuti e facciate in legno che rispettano l’architettura locale. Un dettaglio molto curato è la piazza d’ingresso, dove si è scelto di privilegiare la roccia naturale, richiamando così gli isolotti rocciosi che circondano la città e creando un legame diretto con il paesaggio circostante. Cuore del campus è l’atrio centrale, pensato come uno spazio pubblico, un vero “salotto” per tutti i cittadini.

Da qui si accede a una grande arena sportiva con 804 posti, a una sala da concerti da 200 posti e a una piscina con ampie vetrate. Gli interni sono stati progettati con colori che ricordano quelli dell’alba sul mare, richiamando l’identità costiera di Rauma. Riunire tutte queste funzioni non serve solo a creare comunità e rafforzare i legami sociali, ma anche a ottenere efficienza nei costi e una gestione più semplice e coordinata.

Il Kari Campus è un esempio di come l’architettura possa diventare infrastruttura sociale, offrendo spazi per l’apprendimento, il gioco, lo sport e la cultura, pensati per il benessere di persone di tutte le età. Qui, l’edificio non è solo uno spazio fisico, ma un vero strumento per la vita della comunità, che favorisce incontro, partecipazione e
appartenenza.

Luogo: Rauma, Finlandia
Committente: City of Rauma
Superficie: 31.400 m2
Completamento: 2024
Architetto: Verstas Architects
Progettazione paesaggistica: Masu Planning
Fotografie: Mika Huisman, Sami Saastamoinen, courtesy Verstas Architects

Questi tre progetti, pur realizzati in contesti diversi, si fondano su un presupposto comune: l’architettura può influenzare attivamente l’apprendimento dei giovani e la vita della comunità. Spazi per la scuola, lo sport e la cultura non sono più strutture isolate, ma diventano luoghi centrali e condivisi, che favoriscono relazioni, partecipazione e senso di appartenenza. Investire in architettura di qualità per questi ambienti significa puntare al benessere, alla socialità e al futuro delle comunità, trasformando gli edifici in strumenti concreti di crescita e incontro.

Chiara Carrara