Il perimetro come dispositivo sociale. Quando il campo sportivo diventa comunità

In età contemporanea, il progetto delle infrastrutture sportive ha progressivamente ampliato la propria funzione oltre la dimensione esclusivamente atletica. Accanto ai grandi impianti per eventi, una costellazione di campi di quartiere, cortili scolastici e parchi attrezzati rappresenta oggi un insieme di luoghi in grado di generare relazioni e senso di appartenenza, dove lo sport diventa un’infrastruttura sociale, occasione di incontro e di cura condivisa dello spazio pubblico. In tale scenario un ruolo decisivo è giocato da un elemento solo in apparenza marginale: il perimetro del campo. Recinzione, bordo, gradonata, muretto: la soglia tra il gioco e la città si fa dispositivo di mediazione tra pratica individuale e appropriazione collettiva. Nei tre progetti che analizzeremo – i Campi Guaineri a Milano, il Backyard Community Club ad Accra e il Parco Comunitario UH Infonavit Santa Fe a Città del Messico – il perimetro non si limita a delimitare, ma articola e connette lo spazio, trasformando piccoli impianti sportivi in luoghi di comunità.

 

A Milano, all’interno dell’Istituto Comprensivo Rinnovata Pizzigoni, i Campi Guaineri – realizzati da You Sport, associazione che mira a promuovere l’inclusione sociale attraverso l’attività sportiva – mostrano come un’infrastruttura sportiva di piccola scala possa attivare processi di rigenerazione urbana e sociale. Il complesso scolastico si trova nel Municipio 8, territorio segnato da contrasti tra nuovi paesaggi direzionali e quartieri popolari, dove il cortile della scuola diventa occasione per ripensare il ruolo dello sport come bene comune di prossimità.

La scuola Pizzigoni, storicamente legata alla pedagogia attiva, si configura come un campus all’aperto; all’interno di questo sistema i campi da gioco si presentavano logorati, con pavimentazioni usurate, recinzioni precarie e spogliatoi inadeguati, alimentando una percezione diffusa di abbandono. Il progetto curato da Vudafieri-Saverino Partners interviene con un gesto misurato ma incisivo, puntando su pochi elementi chiave: la riqualificazione del campo da calcio a 5 e del campo polivalente, la messa a norma degli spogliatoi, un nuovo impianto di illuminazione e, soprattutto, il ridisegno del bordo.

Sul campo da calcio a 5, la recinzione diventa il fulcro del progetto: abbandonata l’estetica delle reti metalliche comuni, gli architetti disegnano una cortina perimetrale che riprende colori e ritmo dell’identità visiva di You Sport, rendendo il campo riconoscibile alla scala del quartiere, un luogo curato, accessibile e inclusivo. Il bordo del campo polivalente lavora in maniera complementare: gradonate e rampa accessibile si trasformano in soglia abitata, piccola tribuna dove sedersi, osservare e incontrarsi.

La linea che separa il dentro dal fuori diventa una fascia intermedia, spazio ibrido tra aula all’aperto e piazza di quartiere. In orario scolastico i campi sono utilizzati da più istituti del territorio; nelle ore extrascolastiche sono affidati ad associazioni sportive e realtà del terzo settore. Il perimetro smette di essere un limite passivo e diventa il luogo dove si intrecciano relazioni e si costruisce appartenenza: il campo resta spazio di gioco, ma il bordo ne è infrastruttura sociale.

Luogo: Milano
Committente: YouSport
Completamento: 2025
Architetto: Vudafieri-Saverino Partners
Fotografie: Paolo Valentini, courtesy Vudafieri-Saverino Partners

 

Nel quartiere di Osu ad Accra, in Ghana, il Backyard Community Club, progettato da DeRoche Projects, propone un modello sperimentale di infrastruttura sportiva comunitaria. Il lotto è compresso tra edifici e recinzioni, in un tessuto ad alta densità edilizia dove gli spazi verdi pubblici sono rari. L’iniziativa, promossa dall’artista ghanese Amoako Boafo, nasce dal desiderio di restituire al quartiere un luogo di formazione e incontro.

Il cuore del progetto è un campo da tennis regolamentare in terra battuta, pensato per l’allenamento di giovani atleti under 18 e per lezioni introduttive rivolte ai bambini del vicinato. Attorno al campo la struttura si dilata in una piccola infrastruttura civica: area di riscaldamento, sedute ombreggiate, spogliatoi e docce, un bar all’aperto. L’elemento che definisce l’identità del club è il recinto perimetrale: una sequenza di pannelli triangolari in terra cruda compattata prefabbricata, alti circa quattro metri, disposti come un diaframma continuo che avvolge il campo. Si tratta del primo sistema di terra battuta prefabbricata realizzato in Ghana, prodotto off-site e pensato per essere replicabile in altri contesti urbani.

Il perimetro assolve a funzioni tecniche, climatiche e simboliche: filtra il vento, garantisce ombra nelle ore più calde, regola la permeabilità visiva tra interno ed esterno e dimostra come un materiale ancestrale come la terra possa essere reinterpretato in chiave industriale, riducendo l’energia incorporata rispetto al calcestruzzo e valorizzando competenze locali.

La logica del perimetro come dispositivo sociale si completa con il giardino di sussistenza che corre lungo uno dei lati del campo. Su circa 230 m2 vengono coltivate specie botaniche commestibili e medicinali – guava, banana, citronella, menta, soursop, cocco, pisello blu – irrigate grazie a un pozzo dedicato e al recupero delle acque piovane. I giovani atleti imparano a coltivare la terra mentre si allenano, raccogliendo ingredienti per succhi freschi e pasti comunitari. Qui il bordo non è margine neutro, ma spazio di relazione: ci si muove tra le piante, si conversa, si osserva il gioco. Il giardino diventa parte integrante del ritmo sportivo, incorporando valori di autosufficienza, responsabilità e consapevolezza ecologica nelle routine quotidiane.

Luogo: Accra, Ghana
Architetto: DeRoche Projects
Appaltatore principale: Kasa Konsult
Fotografie: Julien Lanoo

 

A Città del Messico, ai margini occidentali della metropoli, il Parco Comunitario UH Infonavit Santa Fe, progettato da AMASA Estudio, affronta lo spazio interstiziale tra edilizia residenziale sociale e un vicino centro sportivo posto a una quota differente. Su questo margine esisteva una porzione triangolare di terreno con forti pendenze, caratterizzata da criticità idrogeologiche e con la presenza di un vecchio campo da basket degradato: uno spazio residuale difficile da raggiungere e poco utilizzato.

Obiettivo del progetto è stato quello di restituire alla comunità uno spazio che fosse facilmente accessibile e vivibile in sicurezza. L’intervento ha previsto in primis la realizzazione di un edificio dalla forma circolare con varie destinazioni d’uso: al livello inferiore ospita una sala polifunzionale di 230 m2 per attività comunitarie ed educative; la copertura diventa piattaforma sportiva all’aperto, con campo da basket e corona di sedute che restituisce agli abitanti un’arena di quartiere. L’anello perimetrale funge al tempo stesso da bordo di sicurezza, gradonata e spazio di sosta, trasformando il limite del campo in tribuna collettiva. Rampe e terrazze seguono la topografia e cuciono le differenze di quota tra strade, ingressi degli edifici e centro sportivo sottostante.

Laddove prima esisteva un dislivello inaccessibile, oggi un sistema di percorsi permette di attraversare il sito, sostando su piazzole e gradinate che affacciano sul campo o sul paesaggio vegetale. Il bordo circolare diventa così il fulcro di un movimento a spirale, in cui l’esperienza sportiva si intreccia a quella del camminare e del guardare. Una cura particolare è dedicata all’acqua e alla vegetazione: il volume si colloca evitando gli alberi principali, mentre opere di contenimento e drenaggio intercettano le acque meteoriche e le convogliano in pozzi di assorbimento, riducendo il rischio di erosione e allagamenti.

Il progetto recupera materiali e sedimenti dal sito stesso, integrando opere di ingegneria ambientale che gestiscono le risorse idriche e stabilizzano il suolo. UH Infonavit Santa Fe, così come i progetti precedenti, mostra come, anche in contesti con risorse limitate, un campo sportivo possa farsi motore di trasformazione urbana quando il perimetro è concepito come soglia abitabile, capace di mettere in relazione gioco, case e spazio pubblico.

Luogo: Città del Messico
Committente: INNOVAVIT
Superficie: 719,76 m2
Completamento: 2024
Architetto: AMASA Estudio
Progettazione paesaggistica: Maritza Hernandez
Fotografie: Gerardo Reyes Bustamante, Zaickz Moz, courtesy AMASA Estudio

Agata Tonetti