Essere impresa ai tempi del Covid-19. L’intervista a Edi Orioli, vicepresidente di Pratic

In questo momento particolarmente complesso per tutti abbiamo pensato di coinvolgere sia sulla rivista Outdoor – living design technoloy sia sul web, le aziende del settore per una riflessione sulla situazione attuale e su come vedono il prossimo futuro, iniziamo con l’intervista a Edi Orioli, vicepresidente di Pratic pubblicata sul nr. 2/2020 della rivista.

Quanto inciderà l’emergenza Covid-19 sulla strategia aziendale del 2020?

È piuttosto complicato definire strategie aziendali in questa assurda situazione venutasi a creare: dovremmo attendere che il mondo riparta, ogni settimana ci sono annunci e proclami e pianificare seriamente è una sfida non banale. Le uniche strategie che possiamo adottare in questo momento sono quelle di correre ai ripari senza dimenticarci che tutto ripartirà e quindi non ci si può fermare ad aspettare che arrivino risorse dal cielo.

Per quanto riguarda il mercato delle protezioni solari, a suo parere come cambierà il mercato?

Noi crediamo che il cliente privato che se lo può permettere acquisterà di nuovo, mentre per il mondo legato all’Ho.Re.Ca sicuramente ci sarà una flessione considerando il mancato introito di questi mesi. È anche vero che, per mantenere le distanze di sicurezza i locali avranno necessità di più spazio all’aperto e quindi i nostri prodotti potrebbero essere appetibili: c’è da capire se questo settore avrà ancora forza e risorse per ripartire ai livelli che tutti vorremmo.

Secondo lei questa potrebbe essere l’occasione giusta che permetta alle aziende del settore di fare sistema vista la condizione di difficoltà diffusa?

Ritengo che il nostro settore non sia ancora ben coeso, manca la consapevolezza di valorizzare quello che facciamo e soprattutto quello che proponiamo al mercato. Spesso sono sottovalutati gli aspetti della qualità, della sicurezza, delle certificazioni talvolta ignorate. In alcuni casi manca l’adeguata professionalità verso il cliente finale, e quindi non so se Coronavirus basterà per fare sistema, ci vorrà ancora tempo, nonostante ci sia la nostra associazione Assotende in seno a Federlegno, che sta cercando di rendere consapevole un settore che con più serietà e volontà professionale avrebbe sicuramente più riconoscibilità con vantaggi per tutti.

Quanto ritiene sia utile rimanere in contatto con i propri clienti e fornitori presidiando i canali di comunicazione?

In questa fase sicuramente i mezzi che ognuno di noi ha a disposizione sono stati indispensabili per informare in tempo reale sugli sviluppi, ma è anche vero che in questo momento l’unica informazione utile che tutti si aspettano è quella della riapertura.

Viste le esigenze sanitarie, cambieranno i materiali con cui costruire i prodotti?

I materiali dei nostri prodotti non credo cambieranno, non ci sarebbe alcun motivo per farlo; sicuramente sarà necessario essere in grado di fornire tutte le informazioni utili in merito alla sicurezza sui cantieri e alla tutela della salute delle persone con cui si entra in contatto.

Se è vero che non tutti i mali vengono per nuocere cosa ha imparato Pratic da questa crisi?

In questa delicata fase posso affermare che Pratic è riuscita a proteggere e gestire il più possibile le proprie risorse, garantendo alle maestranze la riapertura e il lavoro per tutti: sicuramente sono emerse le qualità delle persone che hanno gestito situazioni delicate e di responsabilità, tutto tesoro per continuare a lavorare con ancora maggiore determinazione.08



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